L’efficienza energetica ha subito un’evoluzione considerevole: mentre un tempo era una variabile di costo legata unicamente all’approvvigionamento di kilowattora, oggi si interseca con dinamiche più complesse. Dalla gestione della Corporate Social Responsibility (CSR) all’adeguamento ai criteri ESG fino all’impatto sulle risorse umane, nello scenario odierno l’efficienza energetica coinvolge tutti questi ambiti.
Le vulnerabilità strutturali del patrimonio immobiliare e commerciale sono ormai cosa nota. Si tratta infatti di edifici costruiti per la maggior parte in un’epoca in cui le priorità non si concentravano sull’isolamento termico o sulla sostenibilità, privilegiando invece altri aspetti che ora, nell’affrontare situazioni climatiche sempre più estreme, dimostrano evidenti criticità.
La risposta da parte delle aziende, come abbiamo indicato anche in altri contenuti, si è concentrata sulla sostituzione degli impianti con l’installazione massiva di sistemi di climatizzazione attiva (HVAC) sempre più potenti.
Il limite di questo approccio si manifesta oggi sotto diversi profili: strutturale, economico ed energetico.
Il cambio di prospettiva e l’adozione di soluzioni a basso impatto dimostra peraltro che il comfort termico raggiunge obiettivi diversi oltre all’efficientamento energetico di un edificio industriale e commerciale favorendo la talent retention e aiutando a migliorare fattori come l’employer branding.

Indice dei contenuti
I limiti della climatizzazione come soluzione univoca
Il controllo termico dei grandi volumi industriali non può essere gestito unicamente dalla climatizzazione. Per le aziende è fondamentale accettare questo fatto per riconsiderare il proprio approccio nei confronti del problema.
Un impianto di climatizzazione riduce il calore e l’umidità all’interno di un ambiente quando questi hanno già varcato l’involucro edilizio: il tentativo di raffrescare volumi d’aria monumentali diventa un’impresa titanica che può arrivare a minare la stabilità operativa ed economica dell’intera azienda.
Il crollo dell’efficienza
Pompe di calore, chiller e gruppi refrigeranti industriali in genere utilizzano il parametro dell’Energy Efficiency Ratio (EER) per misurare la propria efficienza. Si tratta di un coefficiente variabile che dipende dalle condizioni termiche presenti in prossimità dei condensatori, i gruppi esterni.
Con temperature esterne vicine ai 40°C la capacità di scambio termico delle macchine si riduce e questo costringe gli impianti ad accrescere il consumo energetico pur ottenendo una resa frigorifera sensibilmente inferiore. La situazione diventa quindi paradossale: nel momento in cui è richiesto il massimo sforzo per il raffrescamento, il sistema di climatizzazione si trova nella sua condizione di minima efficienza energetica.
L’impatto economico-ambientale
La climatizzazione incontrollata ha un impatto evidente sul consumo di elettricità diventando una voce che grava enormemente sui costi operativi aziendali ma i risultati negativi non si fermano a questo.
La vita utile degli impianti si riduce a causa dell’usura molto più rapidamente in condizioni di lavoro estremo da parte degli impianti. Ciò richiede interventi di manutenzione straordinaria frequenti e costosi.
Come se non bastasse, sotto il profilo ambientale una situazione come quella descritta incrementa notevolmente le emissioni dirette di anidride carbonica. In aggiunta a questo e ben più impattante per gli ecosistemi è il rischio di microperdite da parte dei gas refrigeranti all’interno degli impianti.
Entrambe queste situazioni contribuiscono a rendere gli obiettivi legati a decarbonizzazione e sostenibilità sempre più lontani, penalizzando la reputazione ambientale dell’azienda sul mercato.
Stress termico e fallimento del welfare
Ma l’inefficienza di un sistema di climatizzazione si traduce in un risultato che pesa sulle persone, oltre che sui costi: l’incapacità di generare un microclima idoneo, limita il benessere reale.
Per un’azienda in cui l’ambiente interno è destinato alla produzione, agli uffici o a qualunque tipo di reparto frequentato dai dipendenti, uno spazio in cui gli impianti immettono enormi portate d’aria a bassa temperatura e ad alta velocità si rivela insalubre.
Correnti d’aria, stratificazione termiche e alterazioni continue della temperatura si traducono in fonti di disagio e disturbi reali per il personale.
Il microclima interno del luogo di lavoro è direttamente responsabile della salute e del benessere fisico ed emotivo di chi lo vive quotidianamente, per questa ragione è importante tutelarlo per offrire una migliore qualità di lavoro.
Il contributo passivo delle superfici
Per scardinare il modello che vede nella sostituzione degli impianti attivi l’unica risposta possibile all’efficientamento energetico è opportuno analizzare l’involucro edilizio degli immobili commerciali e industriali per studiarne e sanarne criticità e punti deboli.
La radiazione solare investe le superfici di un edificio ed è la natura di queste superfici a determinare l’irraggiamento solare. Se la superficie infatti non presenta alcuna protezione, l’energia radiante verrà interamente assorbita dai materiali e, oltre ad alzare la temperatura proprio sulla superficie, penetrerà anche all’interno.
I punti critici dell’involucro edilizio di edifici industriali e commerciali
Sono le superfici zenitali la principale fonte di accumulo termico di edifici industriali e commerciali. Tradizionalmente le coperture sono rivestite con guaine bituminose scure che dal punto di vista della performance presentano un elevato coefficiente di assorbanza mentre vantano una riflettanza solare minima.
Nei mesi più caldi, la temperatura sulla superficie può facilmente raggiungere gli 80°C e il calore viene trasferito per conduzione a tutta la parte superiore, penetrando all’interno e contribuendo al riscaldamento di macchinari, pavimentazioni e persone per irraggiamento diretto.
In modo non dissimile i lucernai e le vetrate diventano acceleratori termici responsabili dell’effetto serra. Permettendo il libero ingresso della radiazione solare, l’energia viene assorbita dalle superfici interne e rimessa causando l’innalzamento della temperatura.
Il raffrescamento passivo e le soluzioni tecnologicamente avanzate presenti sul mercato agiscono sulle proprietà ottiche e fisiche esterne delle superfici dell’edificio riducendo all’origine l’apporto termico.
I criteri ESG: l’impatto economico della voce “Social”
Oggi la qualità del microclima sul posto di lavoro può diventare un elemento competitivo anche nell’attrazione e nella fidelizzazione di personale specializzato. Al contrario aziende in cui gli ambienti interni presentano condizioni climatiche particolarmente difficili e sfidanti registrano un incremento di dimissioni volontarie, di assenteismo estivo e sono causa frequente di maggiore turnover aziendale.
Anche il fattore ambientale, inoltre, si dimostra una leva capace di attrarre collaboratori che condividono l’impegno nei confronti della sostenibilità.
La scelta di investire nel raffrescamento passivo quindi rappresenta anche un investimento sotto il profilo del capitale umano aiutando il raggiungimento di obiettivi legati ai criteri ESG.
Il modello Serisolar per una strategia di intervento efficace e sostenibile
L’eliminazione totale della climatizzazione attiva non è la soluzione, al contrario il modello che propone Serisolar alle aziende prevede una sinergia tra i dispositivi per la gestione della temperatura interna che parta proprio dal miglioramento dell’involucro edilizio.
La consulenza di Serisolar si concentra sullo studio tecnico dell’audit energetico per offrire ad ogni azienda la risposta più indicata per le caratteristiche peculiari al proprio edificio industriale e commerciale. Ridurre il carico termico e la domanda energetica di base inoltre migliora le performance degli impianti HVAC in uso evitandone la sostituzione e allungandone la vita utile.
Proponiamo alle aziende soluzioni passive certificate e garantite che vantano un processo di applicazione rapido e non invasivo. Come partner strategico per la riqualificazione energetica degli edifici, Serisolar si impegna ad affiancare le aziende in un percorso che assicura vantaggi competitivi ed economici misurabili.
Se anche la tua azienda vuole migliorare la qualità del microclima interno e la gestione termica degli spazi di lavoro industriali e commerciali guardando a valori come l’identità etica e reputazionale, contattaci.

