Nello scenario attuale, la riqualificazione energetica degli edifici industriali e commerciali e, in particolare, quella dei capannoni industriali, da scelta di valore diventa una necessità, se non addirittura un imperativo.
Da un lato, infatti, l’indicazione dell’Unione Europea verso la decarbonizzazione si fa sempre più serrata, dall’altro le condizioni climatiche rendono la gestione termica di questi edifici un fattore critico per la continuità operativa.
L’obsolescenza strutturale e l’inefficienza termica del patrimonio immobiliare produttivo, tuttavia, non devono essere interpretati come elementi che richiedono necessariamente la costruzione di edifici nuovi e più performanti.
Esistono infatti soluzioni potenti, innovative ed efficaci per riqualificare le strutture esistenti dal punto di vista energetico capaci di raggiungere obiettivi di sostenibilità nel rispetto delle norme con una spesa economica commisurata e senza richiedere interventi invasivi.
Analizziamo in questo articolo la situazione del parco immobiliare industriale esistente, le maggiori criticità e le possibilità per intervenire ottenendo risultati validi e in tempi contenuti.

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Capannoni industriali: punti critici e vulnerabilità
Gran parte del patrimonio immobiliare industriale italiano è stato realizzato tra gli anni ‘70 e ‘80: i capannoni industriali sono per lo più costruiti con strutture prefabbricate in calcestruzzo armato precompresso o con strutture metalliche leggere. Ciò comporta una valutazione di questi immobili all’interno delle classi energetiche tra la E e la G, le più basse della scala di riferimento.
A livello strutturale, le maggiori criticità sotto il profilo energetico sono due: le coperture opache da un lato e lucernai e superfici trasparenti dall’altro.
Esaminiamo nel dettaglio perché costituiscono un elemento di vulnerabilità.
Le coperture opache dei capannoni industriali
Le coperture dei capannoni industriali sono generalmente tetti piani, a volta o a shed realizzati con tegoli in cemento ai quali è stata applicata una guaina bituminosa.
Si tratta di superfici con una capacità riflettente minima e al contrario con un’alta assorbanza. Ciò significa che nei mesi estivi queste possono raggiungere facilmente gli 80°C mentre in quelli invernali si abbassano a livelli minimi.
Inoltre, queste coperture normalmente non dispongono di un adeguato isolamento né di una coibentazione efficiente e ciò comporta negli ambienti di lavoro interni temperature estreme.
Lucernai e superfici trasparenti e traslucide
Il secondo elemento critico dei capannoni industriali, datati ma anche di costruzione più recente, riguarda le superfici trasparenti come vetrate e lucernai.
Concepiti come espedienti per accrescere l’illuminazione naturale all’interno, i lucernai generalmente realizzati in policarbonato o vetroresina rappresentano punti di grande debolezza sotto il profilo termico e non solo. Con il tempo tendono ad opacizzarsi riducendo la propria capacità luminosa e contribuiscono ad amplificare l’effetto serra all’interno a causa dell’elevata trasmittanza termica.
Inoltre, condizioni atmosferiche estreme come grandine e gelo, purtroppo sempre più frequenti, danneggiano i lucernai provocando infiltrazioni di acqua e problemi legati a umidità e muffe.
La riqualificazione passiva: una gestione innovativa e intelligente
Le soluzioni per una riqualificazione energetica non devono richiedere interventi strutturali. La strategia dei sistemi passivi interviene in modo innovativo: anziché impedire il passaggio del calore tramite massa, questa agisce sulla gestione della radiazione, quindi sui fenomeni di riflessione e smorzamento.
L’evoluzione tecnologica ha permesso la creazione di prodotti altamente performanti per migliorare sensibilmente il comfort termico degli ambienti interni senza imporre l’installazione di nuovi impianti o addirittura la pianificazione di operazioni ancor più invasive.
Quando una copertura diventa un cool roof
Per le superfici opache, il cui problema principale riguarda il surriscaldamento nei mesi estivi, come abbiamo descritto, esiste una soluzione pratica e di facile installazione: l’applicazione delle vernici termoriflettenti.
Questi prodotti sono appunto rivestimenti ad alta emissività che trasformano una copertura in un cosiddetto cool roof, un tetto “fresco”. Una volta applicata sulla superficie, la vernice riflette gran parte della radiazione solare incidente prima che questa diventi calore. Allo stesso tempo, il calore che viene assorbito in ogni caso viene riemesso sotto forma di radiazione termica, evitando quindi il surriscaldamento del tetto.
La drastica riduzione della temperatura superficiale della copertura del capannone industriale si traduce in un abbassamento del flusso termico entrante a cui corrisponde un miglioramento del microclima interno.
Sotto il profilo dei consumi, questo comporta un risparmio immediato nella spesa per la climatizzazione.
Isolare le vetrate e proteggere i lucernai
Per quanto riguarda le superfici vetrate e trasparenti, è possibile intervenire in diversi modi per migliorare il comfort climatico interno ed evitare danni e perdite.
I dispositivi per le vetrate vengono applicati con il fine di filtrare l’irraggiamento solare in ingresso, si tratta di moderne pellicole antisolari che bloccano i raggi UV ed i raggi IR proteggendo merci e arredi interni permettendo al contempo la trasmissione della luce. Queste soluzioni respingono la radiazione solare che amplifica l’effetto serra senza creare un effetto oscurante.
Per quanto riguarda l’efficientamento energetico e la riqualificazione dei lucernai, invece, esistono vernici termoriflettenti anche armate che proteggono giunti e traversi oltre ad abbassare la temperatura superficiale e rivestimenti impermeabilizzanti che ripristinano le tenuta dei lucernai impedendo le infiltrazioni e proteggendo dall’usura.
La continuità operativa: da minaccia a prezioso alleato
Il valore della continuità operativa è prezioso e va tutelato. Soluzioni e interventi che non richiedono l’interruzione della produzione acquistano ancor più importanza proprio perché raggiungono lo scopo, cioè la riqualificazione energetica, senza l’aggravante dei costi indiretti legati allo stop produttivo.
La sostituzione di una copertura, infatti, oltre alla spesa diretta dell’intervento con gli allestimenti, i materiali e le operazioni di installazione, impone anche i costi del fermo degli impianti, una perdita economica che spesso si rivela più alta del costo dell’intervento.
L’applicazione di vernici e rivestimenti termoriflettenti e impermeabilizzanti così come quella di pellicole antisolari, invece, non comporta la sospensione delle attività di produzione e viene eseguita direttamente all’esterno.
Alla mancata interferenza si aggiunge un rapidità di posa che non ha confronto se paragonata con i tempi di interventi strutturali, tutti elementi che favoriscono le soluzioni passive a basso impatto rispetto alle alternative tradizionali.
Microclima, produttività e sicurezza
Un aspetto che non va sottovalutato, infine, riguarda i benefici dell’efficientamento energetico che con il miglioramento delle condizioni climatiche interne riduce lo stress termico dei lavoratori, un rischio professionale tutt’altro che remoto.
Dove la climatizzazione è assente, come spesso accade in molti capannoni industriali, le soluzioni passive rappresentano l’unica via per ridurre le temperature interne e rendere più tollerabile l’ambiente di lavoro dal punto di vista del microclima interno. Dove sono presenti sistemi di climatizzazione, questi dispositivi riducono il dispendio energetico oltre che ottimizzare il lavoro degli impianti.
In generale non occorre sottolineare quanto il comfort termico negli ambienti di lavoro incrementi il benessere delle persone, la loro produttività tutelando e accrescendo la sicurezza.
Le soluzioni passive di efficientamento energetico e di riqualificazione degli edifici come i capannoni industriali aiutano a migliorare l’esperienza di lavoro non solo perché permettono di raggiungere temperature più confortevoli ma anche perché intervengono anche sotto il profilo del benessere visivo: l’installazione di pellicole antisolari, infatti, riduce considerevolmente l’abbagliamento sugli schermi e di conseguenza limita affaticamento ed errori.
L’approccio strategico di Serisolar: la sostenibilità senza difficoltà
L’impegno di Serisolar è chiaro: come partner delle aziende e delle imprese che cercano strategie di riqualificazione energetica solide ed efficaci, il nostro obiettivo è individuare caso per caso la soluzione più adatta.
Sapendo l’importanza della tutela della continuità produttiva e il valore del tempo quando si tratta di fermi impianti, i nostri interventi sono concepiti per non richiedere alcuna variazione nelle attività ordinarie di un complesso produttivo.
Le tecnologie che proponiamo non stravolgono le strutture di capannoni ed edifici industriali e commerciali perché non ce n’è bisogno: per migliorare le prestazioni termiche di un involucro edilizio, infatti, non occorre né invadere gli spazi produttivi interni né intervenire sulla struttura stessa.
La riqualificazione passiva è la chiave per interpretare la sostenibilità nel rispetto delle norme, delle persone e dell’operatività. Sotto il profilo economico, il nostro approccio dimostra il ritorno dell’investimento e la convenienza di soluzioni certificate e garantite.
Per riqualificare il tuo capannone industriale, contattaci. Dopo il sopralluogo gratuito dei nostri tecnici, otterrai un preventivo personalizzato.

